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Bologna

Una città intelligente pianifica coerentemente l’integrazione delle diverse caratteristiche identitarie del proprio territorio in un’ottica di innovazione. E Bologna sceglie di aderire a questo processo di trasformazione rimanendo fedele alla propria tradizione civica, attraverso un’alleanza tra mondo della ricerca e Università, imprese e pubblica amministrazione per sviluppare soluzioni utili ad affrontare problematiche urbane e sociali, mettendo le tecnologie al servizio dei cittadini.
Quella che guida l’amministrazione è un’ottica di ottimizzazione delle risorse che qualifichi i servizi esistenti, creando le opportunità per istituirne di nuovi e permettendo ai cittadini di partecipare e contribuire creativamente alla sua definizione. Bologna intende la città intelligente come lo strumento che meglio interpreta le differenti domande di cittadinanza, offrendo opportunità e strumenti per la realizzazione dei progetti di vita alle persone che la popolano.

Il percorso di programmazione: a che punto siamo

Il 30 luglio 2012 Comune di Bologna, Università di Bologna e Aster firmano un Protocollo d’intesa per la costituzione della piattaforma progettuale Bologna Smart City. L’intento è quello di ripensare la città al fine di valorizzarne le conoscenze e l’innovazione tecnologica, mediante un utilizzo esteso delle ICT, e di agevolarne la svolta green nell’economia e nei stili di vita dei suoi abitanti.
Puntando quindi sulla ricerca, Bologna intende investire nel campo dell’energia, dei servizi, del digitale e della valorizzazione dei beni ambientali e culturali, nella convinzione che un obiettivo prioritario debba essere il rilancio dell’intera Regione Emilia Romagna e che questo possa realizzarsi partendo dalla città, prendendo ad esempio le esperienze internazionali.
Nella sua prima fase di lavoro la piattaforma Bologna Smart City ha individuato sette ambiti chiave sui quali sviluppare le proprie azioni. Sono sette priorità tematiche che volevano raccogliere adesione da enti e imprese private al fine di sviluppare partnership per azioni precise. Questi gli ambiti di intervento a cui le aziende interessate sono state invitate a partecipare (compilando un modulo on line sul sito istituzionale del Comune potevano così manifestare il loro interesse):
1) Beni Culturali (valorizzazione e riqualificazione del centro storico e del suo patrimonio culturale, dei portici e del turismo)
2) Iperbole 2020 Cloud & Crowd (riprogettazione della Rete Civica Iperbole, basata sulla tecnologia cloud e un’identità digitale integrata, per raccogliere l’offerta di contenuti e servizi di PA, imprese e cittadini)
3) Reti intelligenti (Smart grid, Banda ultra larga Fiber to the Home (FFTH) e Smart Lightning)
4) Mobilità sostenibile (sviluppo di una rete della mobilità elettrica intelligente);
5) Quartieri sicuri e sostenibili (Ristrutturazione patrimonio pubblico e privato per efficenza e produzione energia, monitoraggio della sicurezza degli edifici, gestione dei rifiuti, social housing, domotica, co-working, servizi e nuovi ambienti per lavoratori della conoscenza e ricercatori)
6) Sanità e Welfare (e-care, e-health, ottimizzazione dei processi e business intelligence)
7) Educazione e istruzione tecnica (sviluppo progetti in ambito educativo, promozione di una nuova cultura tecnica e scientifica).
Due importanti partner per il Comune in questo disegno: l’Università, grande consulente sullo sviluppo della città, della società e dell’impresa, mette i propri saperi a disposizione di Bologna; l’Aster, la sua visione di città sviluppata a livello nazionale e internazionale, e l’esperienza di catalizzatore e diffusore di innovazione e competitività, acquisita attraverso progetti di grande rilevanza per il tessuto imprenditoriale e per il sistema della ricerca regionale, a partire dalla Rete Alta Tecnologia.
Il Piano Strategico Metropolitano rappresenta il luogo di discussione pubblica e di confronto per la definizione degli obiettivi e progettualità frutto di proposte congiunte finalizzate a bandi nazionali ed europei. Ufficialmente avviato ad ottobre 2011, il Piano è frutto di un processo volontario e collegiale, di più soggetti pubblici e privati, teso alla condivisione e alla costruzione di una visione del futuro del nostro territorio.
Nel documento si esplicano i problemi e delle priorità; si confrontano e trovano mediazione interessi e bisogni, individuando gli obiettivi e le strategie necessarie. I progetti vengono definiti e si dà conto delle risorse utilizzabili.
Il PSM ha visto un coinvolgimento attivo di 954 Associazioni di cittadini e Enti e un contributo corale che si è sostanziato in ben 556 idee progettuali. Da questo iter, a febbraio 2013, ha preso forma un quadro ordinato in 15 programmi strategici all’interno dei quali sono state individuate 66 linee di azione; su di esse si sono messi al lavoro 26 gruppi che elaboreranno i contenuti del Patto Metropolitano.
In merito al coinvolgimento della cittadinanza, a Bologna è attivo un progetto interessante, Iperbole2020. Dopo aver dato vita negli anni ’90 alla prima Rete civica Italiana, l’amministrazione ha proseguito su questa strada dotandosi di una piattaforma dedicata a pratiche di coinvolgimento della cittadinanza attraverso l’uso dei social media, Iperbole 2020 appunto. Su questa piattaforma vengono “raccontati” tutti i progetti di promozione territoriale che stanno alla base della visione strategica che Bologna ha di se stessa. L’intento è anche quello di aggregare le comunità on line dei rispettivi progetti in materia di ambiente, mobilità, cultura e economia stimolandone il contributo creativo.
La stessa Agenda Digitale del Comune ha preso forma tramite il confronto e il dialogo che è nato sul blog della Rete civica, avviato a gennaio 2012. Attraverso un percorso aperto on e off line, con il coinvolgimento attivo di soggetti pubblici, privati e della società civile, l’Agenda Digitale si pone l’obiettivo di rendere la città di Bologna più intelligente, inclusiva e aperta ponendo le basi per uno sviluppo sostenibile su base ICT.
Il percorso di partecipazione ha profondamente arricchito la proposta iniziale avanzata del Comune di Bologna: con più di 800 tweets con l’hashtag #agendadigitalebo, 70 proposte arrivate sul form on line, 9 eventi promossi e più di 30 patrocinati.

Come si finanzia la Smart City

Il lavoro svolto da Comune, Università di Bologna e Aster, nell’ambito della piattaforma ‘Bologna Smart City’ ha prodotto un primo importante risultato. Nell’ambito del bando indetto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Smart Cities and Communities and Social Innovation rivolto al territorio nazionale per lo sviluppo di Città intelligenti, sono state ammesse alla fase di progettazione esecutiva 9 delle 17 idee progettuali presentate sul territorio di Bologna. Si tratta di importanti investimenti nella ricerca, nello sviluppo e nelle nuove tecnologie che riguarderanno il territorio di Bologna, per un totale di oltre 113 milioni di euro. Il Comune sarà ente sperimentatore nei seguenti progetti, che verranno coordinati dall’Università di Bologna:
1) Oplon: ambito invecchiamento della popolazione, per proporre azioni e metodi “evidence-based” per prevenire la fragilità e il declino funzionale e promuovere la salute degli anziani, progettando e sviluppando strumenti e reti di diagnosi precoce e di “care & cure. 16 milioni di euro.
2) Regal: ambito smart grids, per fornire una soluzione innovativa per la produzione di energia elettrica e termica, con l’obiettivo di superare i limiti attuali alla crescita della generazione basata sull’impiego di fonti rinnovabili non programmabili (il solare, per esempio) e sulle infrastrutture di rete esistenti. 19 milioni di euro circa.
3) Rigers: ambito architettura sostenibile e materiali, per realizzare e sperimentare l’uso di una piattaforma integrata interoperabile Web-GIS in grado di raccogliere e contenere le principali informazioni relative alla consistenza e al funzionamento degli edifici e delle reti. 12,4 milioni di euro. 12,4 milioni di euro.
4) Inset: ambito trasporti e mobilità, perimplementare un sistema che possa integrare su smartphone dati riguardanti diversi servizi ed organizzazioni di mobilità pubblica cittadina. 15,49 milioni di euro.
5) Secure – Geosslife Smart Security: ambito sicurezza del territorio, per creare un sistema integrato ICT ed infrastrutturale capace di garantire la continuità dei servizi sia in termini di sistemi informativi di P.A. ed imprese, sia in termini di servizi di erogazione acqua, luce, gas, rifiuti. 21,5 milioni di euro.
6) City Cloud: ambito cloud computing, per sviluppare prodotti e servizi innovativi di “Diagnostica per immagini del sottosuolo e delle strutture”. 16,15 milioni di euro
7) Marconi: trasporti e mobilità terrestre), per sviluppare tecnologie e soluzioni ICT innovative per migliorare l’interoperabilità dei sistemi di info-mobilità urbana, su gomma e/o su rotaia. 13,2 milioni di euro.
8) Pico: ambito cultural heritage, per realizzare servizi e applicazioni innovative per un’esperienza culturale sempre più personalizzata, sfruttando le potenzialità dell’ICT. 22 milioni di euro circa.
9) Bioris: ambito salute, per l’innovazione di processo per l’esecuzione dei test clinici di laboratorio, ed una migliore sostenibilità economica dei servizi diagnostici da parte delle strutture sanitarie. 15,6 milioni di euro.

I progetti

Smart Mobility

La città di Bologna è stata premiata dalla Commissione Europea nell’ambito del CIVITAS Awards 2013, per le iniziative messe in campo per promuovere l’uso della bicicletta e la mobilità sostenibile. La cerimonia di premiazione è avvenuta lo scorso 2 Ottobre a Brest (Francia) nell’ambito del CIVITAS Forum 2013.
Il progetto Di nuovo in Centro intende affrontare alcune problematiche relative ai problemi di accessibilità e vivibilità nel centro della città con nuove regole e con interventi mirati sullo spazio pubblico che pongano al centro il pedone e che gli consentano di tornare “di nuovo in centro.”
Nei primi mesi del 2012, istituzioni, associazioni e cittadini si sono confrontati sulle proposte contenute nel piano in un percorso di confronto e coinvolgimento coordinato dall’Urban Center Bologna. La call è rimasta aperta per circa tre mesi (febbraio, marzo e aprile) raccogliendo un totale di 30 idee progettuali. Si è così articolata: un Tavolo di consultazione con associazioni di categoria, sindacati, fondazioni bancarie, associazioni ambientaliste, università; quattro giornate di ascolto territoriale in ciascuno dei 4 “quadranti” del centro; un  Confronto on line su un apposito blog e raccolta dei bisogni e delle opinioni dei cittadini attraverso un questionario.

Smart Environment

Il PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile – è lo strumento con cui il Comune di Bologna, in collaborazione con altri soggetti della città pubblici e privati, intende ridurre le emissioni di CO₂ del 20% entro il 2020, come previsto dal Patto dei Sindaci promosso dalla Commissione Europea, a cui Bologna ha aderito nel 2008. Il PAES descrive il contesto territoriale, fa una dettagliata lista delle emissioni di CO₂ suddivise per settore, illustra le attività già sviluppate e in corso e delinea gli obiettivi, le linee di azione e gli interventi che saranno realizzati nei prossimi anni. Per attuare questo insieme così complesso di azioni è necessaria una partnership pubblico-privata, con un ruolo del Comune di stimolo, informazione e messa in relazione dei diversi soggetti.
Per questo nel 2012 è stato attivato un percorso di coinvolgimento degli stakeholder e in particolare dei soggetti economici e delle loro organizzazioni. Il percorso ha coinvolto più di 150 organizzazioni e ha portato alcune di esse a ottobre 2012 a sottoscrivere il “Protocollo di intesa per l’attuazione del PAES” e ad avviare una serie di progetti attuativi. Gli ambiti di intervento sono: edifici pubblici, forestazione urbana, mobilità e trasporti, produzione di energia, settore terziario e produttivo.
Con un investimento di circa 25milioni nei prossimi tre anni, il Comune e la società Enel Sole, procedono alla riqualificazione energetica e alla gestione integrata degli impianti di illuminazione pubblica e semaforica. L’accordo con Enel Sole permette all’amministrazione comunale di utilizzare le risorse disponibili per ottenere il miglior risultato possibile sia in termini di servizio alla comunità sia in termini di efficienza energetica realizzando un risparmio energetico pari al 40%. L’ intervento offrirà ai cittadini una luce migliore e strade più confortevoli e sicure per chi le vive di sera. Si attiverà un sistema di telecontrollo punto a punto su circa 30.000 centri luminosi (il 66% degli apparecchi in città), che permetterà un controllo in continuo sullo stato di funzionamento del centro luminoso e la possibilità di regolare il funzionamento (orario e intensità luminosa) per ogni singola lampada.

Smart Economy

SO-UP. Progetto di coworking nato con l’intento di instaurare pratiche di gestione vicine a quella proprie di una cooperativa. In particolare intende focalizzarsi sulla comunità piuttosto che sul profitto, concentrandosi sull’aspetto del processo sociale e della collaborazione informale, per dare servizi a basso costo e ad alto contenuto tecnologico a supporto dei processi di startup.

Smart People

L’iniziativa BazzAPP mira a creare nuove modalità di relazione tra il cittadino, la città e le sue infrastrutture pubbliche e private, attraverso un sistema basato su due elementi:
•    le BazzAPP, app mobile temporanee che rappresentano le “bazze”, quelle occasioni imperdibili che imprese, enti e associazioni mettono a disposizione degli utenti;
•    BazaaR, una piattaforma che si occupa di veicolare le BazzAPP agli utenti al momento e nel luogo giusto anche tramite Realtà Aumentata.
Im-possible living. Progetto dedicato alla gestione del patrimonio degli edifici abbandonati presenti sul territorio. Attraverso processi partecipativi, in grado di coinvolgere la cittadinanza e tramite un sito web, si intende consentire di:
•    visualizzare gli edifici mappati sul territorio bolognese;
•    segnalare altri edifici; mappare i bisogni della città;
•    proporre idee, iscriversi e dettagliare il proprio profilo utente.

Smart Governance

L’amministrazione comunale propone un’Agenda per definire obiettivi e linee d’azione in campo digitale. Si tratta di incrementare il tasso di innovazione e la sostenibilità del sistema urbano bolognese.
Una prima road map dell’Agenda Digitale di Bologna è stata presentata a Bologna il 21 novembre 2011 all’interno dell’evento Digital Agenda Going Local promosso dalla Regione Emilia Romagna.
Il 14 gennaio 2012 la Giunta del Comune di Bologna ha approvato un atto di indirizzo che proponeva l’adozione di un’Agenda Digitale e apriva un laboratorio di partecipazione strutturato sia online sia offline, da concludere non oltre giugno 2012.
Il processo di partecipazione ha ridefinito gli assi strategici, implementando le linee d’azione con vere e proprie proposte progettuali. Il 29 Ottobre 2012 la Giunta del Comune di Bologna ha deciso di approvare e fare propria questa strategia e ha proposto e finanziato un bando del valore di 100.000 euro appositamente dedicato alla realizzazione e sviluppo degli obiettivi e delle azioni proposte nell’Agenda Digitale.
Per valutare e gestire le proposte degli stakeholders e dei partecipanti è stato nominato un Comitato Scientifico e un Garante della Partecipazione, figura esterna al Comune di Bologna.
L’obiettivo è rendere l’Agenda Digitale di Bologna un cantiere aperto, rendicontabile di anno in anno.

8 novembre 2013